Valorizzare le strutture con le matrici architettoniche in EPS

Le matrici architettoniche in EPS sono mezzi utili a valorizzare e decorare le strutture con alcuni elementi dai profili articolati e di derivazione classica.

 

Le costruzioni contemporanee solitamente si basano su progetti lineari, semplici, dalle regolari geometrie, privi di qualsiasi elemento ridondante, magari di difficile realizzazione e dai costi elevati.

Nel tempo, i volumi costruttivi sono diventati sempre più squadrati, con pochissimi elementi di decoro, e ciò ha comportato un’eliminazione diretta di particolari elementi architettonici che caratterizzavano fortemente i prospetti esterni del passato dal suggestivo gioco di ombre e luci.

Immagini Thinkstock rappresentative di un edificio dall’impatto classico ed uno contemporaneo
Alcuni lavori di ristrutturazione, però, hanno richiesto necessariamente il ripristino di questi membri derivanti dalla classicità greca e romana, sicché certe aziende hanno dovuto rimediare a ingegnarsi sistemi di realizzazione facile ed economica, dal semplice montaggio e rapida posa in opera.

Oggigiorno, dunque, si è ritornati all’impiego degli elementi classici, inserendoli in modo nuovo e creando progetti, costruzioni più creative, singolari, intrisi di una classicità rivisitata e pertanto maggiormente impreziosita.

Che cosa sono le matrici architettoniche?

Le matrici, oggetto d’argomento, sono delle sagome ricavate da blocchi in EPS, polistirene espanso sinterizzato, dunque delle strutture che propongono il negativo di un profilo architettonico o anche di un oggetto da realizzare in calcestruzzo.

Schizzo di matrice in EPSQueste matrici sono realizzate con l’ausilio di macchine a controllo numerico che consentono di dare origine a forme dalle linee precise e dalle angolature desiderate.

Il polistirene espanso sinterizzato è semplicemente polistirolo, dunque polimero dello stirene al quale è compiuto un processo di sinterizzazione che lo rende materiale più compatto, indivisibile, meno polverulento.

Le macchine a controllo numerico, dette CN, sono congegni dotati di dispositivo elettrico che comanda, guida le funzioni e gli spostamenti da compiere da un preciso programma di lavoro.

Il materiale utilizzato è leggero e comunque molto resistente alla compressione, agli urti, agli agenti atmosferici e a supportare il getto di calcestruzzo, sviluppando manufatti che simulano linee e profili dell’antichità classica in modo verosimile.

Per migliorare il distacco della matrice dal getto di CLS, dunque lo scassero, è possibile rivestire questi membri di pellicole in PVC, materiale plastico antiaderente, oppure spalmare, prima del getto, uno specifico fluido disarmante così da poter riutilizzare la sagoma per nuovi lavori risparmiando da un punto di vista economico.

Disegno di matrice in EPS distaccata dal manufatto in CLS
Nel disegno soprastante si è cercato di rappresentare l’elemento architettonico dal generico profilo e la matrice sagomata in EPS. La parte interna di quest’ultima deve necessariamente essere trattata, come già anticipato in precedenza, così da velocizzare le operazioni e ottenere un risultato più pulito, liscio e senza imperfezioni.

Questi elementi, essendo leggeri sono di facile trasporto, di semplice utilizzo giacché è necessario solamente predisporre la disposizione sul banchinaggio e l’applicazione delle sponde di contenimento per il getto.

Con i sistemi automatizzati, dove la tecnologia sposa il design, è dunque possibile creare svariate forme, sagome davvero creative o con stili ben precisi, dall’impatto elegante e ricercato.
Manufatti di possibile realizzazione
Le matrici architettoniche offrono la possibilità di realizzare davvero tanti elementi come, ad esempio cornicioni, sottogronda, marcapiani, davanzali, mensole, pilastri, capitelli, basi, portici ad arco e qualsiasi modanatura.

Quest’ultima è una porzione di spazio modellato secondo un preciso profilo geometrico, con sviluppo lineare, atto a evidenziare e decorare precisi elementi edilizi oppure membri di oggetti.
Queste fasce sagomate, secondo le linee formali originali e appartenenti all’antichità greca e romana, possono avere un trattamento superficiale liscio oppure intagliato nel caso in cui presentano decorazioni particolari e creative.
Solitamente le aziende produttrici di questi elementi nel materiale EPS, creano prevalentemente quelli a impatto liscio per un maggior adattamento alle situazioni attuali.

Le modanature lisce sono costituite da una serie di profili che possono unirsi, dunque mescolarsi, tenendo conto di alcune regole storiche oppure in conformità a idee progettuali e necessità personali.

I profili rettilinei sono di tipo a listello, dentello continuo, fascia, mentre quelli curvilinei semplici sono a tondino, toro, scozia, ovolo liscio, cavetto. I profili rettilinei curvilinei complessi si articolano, invece, in gola dritta, rovescia, becco di civetta.

Disegno delle principali modanature
Nell’immagine soprastante, è stato schizzato il contorno dei principali profili di tipologia liscia, riportando per ciascuno l’evidenziazione della sezione, sottolineata con un retino manuale di linee per lo più parallele.

Le decorazioni che andavano ad arricchire anni addietro gli originali elementi architettonici della classicità, riportavano i nomi seguenti:
dentelli, kyma ionico, lesbio continuo, lesbio trilobato, astragalo a fusarole e perline, antemion, baccellature, kyma di foglie, kyma di cime di foglie, motivo a corda, a treccia, a squame, ghirlanda, meandro, onda continua.

In definitiva, grazie all’ausilio di questi membri in polistirene espanso, dalle linee formalmente classiche ma vestiti di nuova aura, si possono immaginare e realizzare una serie di soluzioni progettuali, di esterni edifici, un po’ più articolati e con un impatto chiaroscurale singolare.

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