Rivestimenti ispirati a Park Guell

Il Park Guell di Barcellona è celebre per i suoi mosaici di vetro e ceramica, a cui possiamo ispirarci per ottenere rivestimenti originali e decisamente economici.

 

Particolare della lunghissima e celebre panca sovrastante la Sala delle 100 Colonne.
Il Parc Güell di Barcellona, progettato dal famoso architetto Antoni Gaudì nei primi anni del Novecento e realizzato tra il 1900 e il 1914, è conosciuto in tutto il mondo proprio per i suoi meravigliosi e coloratissimi mosaici di vetro e ceramica, che ne ricoprono molti edifici e strutture.

Particolare della Salamandra all’ingresso del parco.In particolare, i suoi monumenti più famosi sono sicuramente:

– Le statue in calcestruzzo di animali fantastici (tra cui il celebre Drago o Salamandra all’ingresso del parco), rivestite di coloratissimi mosaici ricavati da piastrelle di recupero, piatti e vasi di ceramica.

– La Sala delle Cento Colonne, così chiamata per le sue gigantesche colonne doriche (in realtà nel numero di ottantasei), decisamente curiose per la loro esagerata inclinazione rispetto alla verticale, tale da creare un effetto di forte spaesamento e sovversione delle normali regole costruttive (caratteristiche tipiche del”opera di Gaudì).
Uno dei rosoni simboleggianti il Sole sul soffitto della Sala delle Cento Colonne.Particolarmente notevole anche il soffitto, costituito da un mosaico bianco su cui spiccano diciotto rosoni multicolori realizzati con vari materiali di recupero, che simboleggiano rispettivamente il Sole (i quattro più grandi) e la Luna (i quattordici con dimensioni minori, con un diametro di circa un metro).

– La terrazza (detta anche Piazza del Teatro Greco) sovrastante la Sala delle Cento Colonne, con la lunghissima e serpeggiante panchina (di ben 110 metri) – realizzata da uno dei più stretti collaboratori di Gaudì, Josep Jujol – che si caratterizza per il sedile e lo schienale interamente rivestiti di ceramiche variopinte.
Tecnica costruttiva dei rivestimenti di Parc Güell

Una delle Luce della Sala delle 100 Colonne: è evidente l’uso di materiali di recupero, come fondi di bottiglie e piattini da caffè.La tecnica con cui sono state abbellite le strutture di Parc Güell (e di molte altre opere di Gaudì, come ad esempio casa Batlò o la Sagrada Familia) si chiama trencadìs, una particolare tipologia di mosaico che consiste nel rivestire una superficie con pezzi irregolari di vetro, specchio o metallo.

Nell’opera di Gaudì, sono stati utilizzati prevalentemente materiali di recupero, e cioè vecchie piastrelle, piatti e vasi di ceramica, piccoli bassorilievi e statuine, cocci di vetro (sopratutto ricavati dalle bottiglie), perle di vetro e perfino interi fondi o colli di bottiglia, piattini da caffè e tazzine con tanto di manici, come si nota in particolare nei rosoni della Sala delle 100 Colonne.

Le soluzioni compositive sono diverse: infatti alcuni mosaici, come ad esempio quelli della Salamandra, sono formati da pezzi di ceramica in tinta unita o con piccole fantasie regolari, molto simili (tranne che per la forma irregolare) alle normali tessere da mosaici, mentre in altri esemplari, tra cui i Soli e le Lune della Sala delle Cento colonne, si sono utilizzati pezzi di vetro, parti di bottiglia e tessere dorate, che essendo trasparenti o brillanti, suggeriscono facilmente la brillantezza di un astro.

Per ampliare i possibili effetti decorativi, nella panchina sono stati inseriti elementi tagliati secondo precise forme geometriche e pezzi con vari tipi di texture.La lunga panchina (a volte definita non a caso il più grande quadro astratto del mondo) è invece assai differente: qui infatti – per ampliare notevolmente la gamma dei possibili effetti decorativi – l’accostamento di colori e motivi decorativi in molti punti è casuale; e inoltre – in aggiunta alle normali piastrelle – sono stati impiegati pezzi con varie tipologie di texture (come si nota molto bene nella foto qui a fianco) e tessere molto grosse appositamente tagliate secondo varie forme geometriche (ad esempio cerchio o losanga.

In alcuni punti, sono stati infine creati alcuni pannelli decorativi – messi adeguatamente in risalto da uno sfondo di piccole tessere bianche – semplicemente rompendo con martello un pannello di ceramica o una piastrella decorata con un martello, e poi disponendo le tessere così ottenute in modo da ricomporre il motivo decorativo, con un effetto molto simile a un pavimento alla veneziana.
Realizzare un rivestimento ispirato a Parc Güell
Possiamo applicare la tecnica del trencadìs a moltissimi oggetti e ambienti:
possiamo infatti utilizzarlo per rivestire le pareti, abbellire una piccola fontana o una vasca ornamentale del nostro giardino, o infine creare mobili (ad esempio il piano di un tavolo, una fioriera o una panchina realmente ispirata a Parc Güell) e complementi di arredo come cornici e portafotografie.

Tuttavia, a mio parere l’effetto migliore si ottiene in bagno e in cucina, facendo risaltare alcuni pannelli decorativi all’interno di una comune parete di piastrelle bianche: per fare questo – veramente a un costo irrisorio se avete una buona manualità – è sufficiente procurarsi una sufficiente quantità di vecchie piastrelle (anche rotte o scheggiate), piatti, pezzi di specchio, bottiglie di vetro – sia normali (bianche, verdi e marroni), che decorate – e infine gocce di vetro colorate (facilmente reperibili nei negozi) o scarti di lavorazione del vetro.
A questo punto, per ottenere le tessere basterà rompere questa materia prima, decidere i motivi decorativi – ad esempio simili alla lunga panchina o ispirati ai rosoni della Sala delle Cento Colonne – e passare alla realizzazione pratica dei pannelli, procedendo come per un comune mosaico.

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