Piastrelle in gres porcellanato ispirate alle murature

I rivestimenti in piastrelle di gres a forma di mattoncini traggono ispirazione dalle vecchie pareti in mattoni di capannoni e dock portuali ormai in disuso.

Rivestimenti in gres porcellanato: caratteristiche e nuove tendenze

Negli ultimi anni, dopo un periodo di quasi completo abbandono, il gres porcellanato ha vissuto un vero e proprio boom che lo ha portato a diventare uno dei materiali attualmente più utilizzati, apprezzati e diffusi nella pavimentazione di interni e la realizzazione di rivestimenti a parete.

Infatti, se fino a non molto tempo fa era sinonimo soltanto di resistenza all’usura, spazi ad alta frequentazione come stazioni, aeroporti, scuole e centri commerciali, o anche di piastrelline esagonali rosso scuro dalla superficie vetrosa per la pavimentazione dei lastrici solari, oggi non è più così: grazie al progresso tecnologico e soprattutto all’introduzione di sistemi di stampa digitale ad altissima definizione, il gres ha infatti allargato enormemente le sue possibilità espressive.

 

Le nuove tendenze prevedono sostanzialmente due filoni: grandi piastrelle quadrate o rettangolari con lato di 60 o 120 cm di colori neutri come il bianco, il beige, il nero o il grigio antracite in cui l’aspetto naturale del gres viene messo in risalto; o viceversa la riproposizione di materiali ritenuti generalmente pregiati come il marmo, la pietra naturale, i listoni di legno o il parquet.

A questa concezione mimetica si ispirano alcune collezioni proposte da famose aziende, che, rivisitando e adattando la tipica texture del laterizio al gres porcellanato, cercano di portare all’interno il rustico fascino di un vecchio muro in mattoni.
Piastrelle in gres a forma di mattoncini per suggestioni metropolitane

La collezione Brik di Ceramiche Keope si inserisce naturalmente in questa tendenza, facendo capire anche dal nome (volutamente tratto dalla parola che in molte lingue significa proprio mattone) a cosa ci si vuole ispirare.

La gamma è ampia e variata, ma le dimensioni, cm 7,5 x 30, sono leggermente più grandi dei comuni mattoni.

Sei sono le possibili sfumature:
– Moov Ivory, che ripropone la tipica cromia dei laterizi poco cotti chiamati albasii;
– Cotto Light, il colore tipico del cotto italiano;
– Cotto Dark, che riprende il colore dei mattoni ferretti, fragili, resistenti all’usura e quasi vetrificati;
– Moov Moka, un color cotto con sfumature grigiastre;
– Back Gray, simile alla tinta dell’ardesia;
– Back Antracite, scura come il basalto.

Collezione Brik di Ceramiche Keope, sfumatura Cotto Dark.
Combinandoli in vario modo si ottengono effetti diversi: con elementi dello stesso colore si possono ad esempio simulare una tipica muratura italiana, una cortina di mattoni chiari dalle sfumature assai delicate o un rivestimento di pietra serena, ardesia o perfino basalto; mentre disponendo casualmente più sfumature ci si avvicina alle cortine murarie degli edifici storici con laterizi di vari colori ed elementi di recupero.

Usando solo piastrelle grigie si può infine ricordare l’architettura in pietra delle zone montane o più marginali. In ogni caso si ottiene una sola tessitura muraria con i mattoni tutti di fascia (cioè con il lato lungo parallelo alla parete), tipica di pareti non portanti poco spesse o semplici rivestimenti.

La produzione dell’azienda Ceramica Rondine si propone invece di suggerire l’atmosfera di alcune famose città occidentali.

La collezione London del progetto Brick Generation si ispira infatti alle tipiche murature faccia a vista delle terrace di case a schiera di epoca vittoriana, i cui mattoni erano fabbricati a mano uno per uno e cotti nelle tradizionali fornaci.

Piastrelle in gres, sfumature della serie Bristol di Ceramica Rondine.
Rimane in Inghilterra, ma suggerisce atmosfere fumose ed edifici sporchi di polvere di carbone la serie Bristol: in questa città nacque infatti la rivoluzione industriale, si accesero le caldaie delle prime macchine a vapore nelle fabbriche e svettarono le prime ciminiere. La superficie delle piastrelle assume quindi un tono cupo, scuro e quasi consunto: le sfumature disponibili sono infatti Cream (crema), Rust (ruggine), Red (rosso mattone), Umber (terra d’ombra) e Dark (scuro).

La linea New York si ispira invece al fascino dei vecchi doks portuali ormai dismessi lungo il fiume Hudson, o ai capannoni fatiscenti di quartieri ormai entrati nel mito metropolitano come Harlem e il Bronx: le inedite colorazioni White (bianco), Almond (un grigio molto chiaro tendente al perla), Grey (grigio perla) e Black (grigio antracite) rievocano infatti le atmosfere dei loft e atelier abitati da intellettuali e artisti bohemienne, in cui il muro grezzo, a mala pena coperto da uno strato di vernice uniforme, diventa il dettaglio caratterizzante e fondamentale.

Rivestimenti gres porcellanato, sfumature della collezione New York di Ceramica Rondine.
Ma le vere pareti newyorkesi sono quasi sempre piene di scritte e graffiti: per non lasciare nulla al caso, la collezione comprende dunque alcuni mattoni decorati che ricordano assai da vicino gli sticker e gli stampini dei graffittari contemporanei. Le varianti disponibili prevedono infatti singoli elementi con lo skyline di alcune famose città come Roma, Firenze, Venezia, Londra o San Francisco; firme, stampini e timbri postali; iconici prodotti made in U.S.A. come i muffin o il milk shake o infine una donna anni ’60 che fuma con un lungo bocchino suddivisa in 18 piastrelle.
Rivestimenti innovativi per destrutturare una parete

Ma, come insegna l’evoluzione dell’architettura contemporanea, una parete in mattoni si può anche destrutturare con effetti inediti e soprendenti. Il modo più semplice è ovviamente trasferire la classica muratura a una testa su un pavimento.

Elementi decorati, piastrelle per pareti nella serie Matt 11 di Orsolini.
Ma anche i mattoni dai colori inusuali contribuiscono a spiazzare un osservatore distratto: è quanto succede ad esempio con la sfumatura Erba, un verde chiaro elegante e delicato, o Lavanda, un bel lilla violaceo, della serie Matt 11 di Orsolini.

La collezione comprende però anche speciali elementi decorati con scritte, motivi geometrici o texture di vario tipo che, inseriti in una parete bianca o di colori neutri e disposti casualmente oppure secondo uno schema geometrico (righe orizzontali, colonne verticali, zig zag, scacchiere o spina-pesce) reinterpretano completamente le murature in laterizi policromi tipiche del Nord Europa.

Sfumature della collezione Venice di Ceramica Rondine.
Va ancora oltre Ceramiche Rondine con la collezione Venice, disponibile nelle tre varianti del rame, argento e oro: la trama di una muratura a una testa accoppiata alla lucentezza propria del metallo crea atmosfere di assoluta opulenza, da utilizzare però con prudenza in un ambiente dai colori neutri per non scadere nel kitch.
Piastrelle ispirate ai muri di pietra: innovare seguendo la tradizione

Ma il mondo dell’edilizia non comprende solo i mattoni, perché i muri di pietra sono antichi quanto l’arte di costruire.
Varianti della collezione Pietre di Fiume di Ceramica Rondine.A questo materiale è dedicata la serie Pietre di Fiume di Ceramica Rondine, in cui la tipica texture delle murature tradizionali in ciottoli arrotondati, scaglie di cava appena sbozzate e/o elementi squadrati è rielaborata in vari modi.
Crema e Multicolor suggeriscono infatti con notevole precisione un vero muro in pietrame, mentre Multicolor Tavella è più adatta a una pavimentazione da esterni i elementi squadrati.

Le varianti Bianco e Nero prendono invece una muratura tradizionale e la decontestualizzano completamente, riducendola a una semplice trama visiva priva delle proprie connotazioni materiche: anche lo stucco tono su tono sottolinea questo effetto, perché le vere malte di calce hanno generalmente una colorazione molto diversa dai conci di pietra e rendono quindi molto evidente la tessitura muraria.

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