Integrazione delle lacune nel restauro degli intonaci di pregio

Nel restauro di un intonaco di pregio le tecniche di integrazione delle lacune sono fondamentali per garantire la leggibilità dell’apparato decorativo.

 

Lacuna della decorazione pittorica, probabilmente dovuta alla presenza di un’insegna ora rimossa.

A conclusione del mio ciclo di articoli sul restauro degli intonaci di pregio (cioé con decorazioni più o meno complesse, realizzate solitamente ad affresco, a fresco-secco, a sgraffito o con finiture tali da simulare l’utilizzo di materiali nobili, come la pietra e il laterizio) vorrei occuparmi dell’integrazione delle lacune, sia dello strato di intonaco vero e proprio, che pittoriche: questo aspetto è infatti molto importante non tanto dal punto di vista tecnologico (cioé del corretto funzionamento dell’intonaco, sebbene le sue eventuali lacune favoriscano l’infiltrazione di acqua piovana nella muratura e quindi la creazione di situazioni di degrado), quanto estetico, e cioè della corretta comprensione e ricostruzione della decorazione originaria.
Lacune dell’intonaco

La tecnica per risarcire le lacune di uno strato di intonaco é ovviamente la stessa dell’intonaco da restaurare, perché la malta delle integrazioni deve essere simile a quella originale. Bisogna inoltre prestare particolare attenzione alla preparazione della muratura e dei margini delle lacune, perché il nuovo intonaco dovrà aderire perfettamente sia alla muratura sia all’intonaco preesistente. I margini della lacuna dovranno quindi essere privi di qualsiasi deposito pulverulento, macchie o sali solubili, e (se precedentemente lesionati o distaccati) già stuccati e consolidati. Anche la muratura dovrà essere perfettamente pulita, e se la superficie non é abbastanza scabra si deve aumentarne la ruvidezza con opportune lavorazioni.
Stuccatura delle lesioni
Anche per le stuccature delle lesioni più grosse si dovrà usare una malta simile a quella dell’intonaco da stuccare, avendo cura però di scegliere la granulometria degli aggregati in relazione alle dimensioni della lesione: per quelle più sottili serviranno ad esempio degli aggregati di granulometria piccolissima, e inoltre potrebbe servire aggiungere alla malta un’emulsione acquosa di resina acrilica come fluidificante.
Lacune delle modanature di intonaco sagomato

La risarcitura delle lacune di cornici o altri elementi di intonaco sagomato non presenta particolari problemi, perché ancora una volta é sufficiente usare una malta simile a quella originale e modini (costituiti da sagome di lamiera con ricavato in negativo il profilo della modanatura o elemento da realizzare) con lo stesso profilo delle parti conservate.

Tuttavia se l’ossatura (di solito in laterizi e quasi sempre presente per non usare spessori di intonaco molto elevati, che si degradano facilmente) degli elementi molto aggettanti é andata perduta, é consigliabile realizzare una nuova armatura con gli stessi materiali della struttura originale oppure tramite piccole barre filettate di acciaio inossidabile e una sottile rete elettrosaldata.
Lacune pittoriche

Risarcimento
Infine per l’integrazione delle lacune della pellicola pittorica la strategia di intervento (cioé se e come eseguire le integrazioni) dipende direttamente dal soggetto e dallo stato di conservazione del dipinto, dal numero e dall’estensione delle lacune e ovviamente dalle scelte progettuali del restauratore.

Esistono comunque alcuni sistemi codificati per il trattamento delle lacune pittoriche, tali da consentire la differenziazione delle integrazioni dalle porzioni originali: il tratteggio o rigatino, l’astrazione cromatica, la selezione cromatica e la ricostruzione della decorazione con colori in sottotono.

Il rigatino si presta bene al ripristino di piccole lacune grazie a un tratteggio sottile e percepibile come tale solo a distanza ravvicinata, eseguito generalmente con gli stessi colori delle parti originali adiacenti alle zone da reintegrare. Anche la selezione cromatica si presta bene alla risarcitura di lacune di modesta entità, ma in questo caso l’integrazione é ottenuta con una serie di successive stesure di colore desunto dall’analisi delle cromie originali ancora presenti. Ogni stesura é di un solo colore, e la sovrapposizione avviene generalmente procedendo dalle tinte più chiare a quelle più scure, e avendo cura di non nascondere completamente le mani precedenti: ad esempio per ottenere il verde si stende dapprima una mano di giallo e successivamente una di blu, con un effetto finale molto simile alla tecnica del Puntinismo. Le stesure dei colori più scuri di solito sono formate da una serie di piccoli tratteggi ravvicinati, che a differenza del rigatino seguono la direzione delle pennellate originali ancora visibili sui bordi della lacuna.

Una tecnica molto simile, adatta all’integrazione di grandi lacune in cui non si riescono a ricostruire le cromie o il disegno delle parti perdute, é l’astrazione cromatica, il cui scopo consiste nello smorzare il tono della lacuna, per non attirare eccessivamente l’attenzione dell’osservatore. I colori adottati sono di solito quattro: il giallo, il rosso, il verde o blu e il nero. Anche in questo caso la sovrapposizione procede dai toni più chiari a quelli più scuri (la tecnica di esecuzione é infatti molto simile a quella della selezione cromatica), mentre le sfumature precise e il loro rapporto vanno scelti in base alle tonalità dominanti della superficie dipinta.

Infine, la riproposizione in sottotono si presta particolarmente per la ricostruzione di motivi geometrici (come ad esempio cornici decorative, finte tappezzerie dipinte o membrature architettoniche) e lacune di medio-grandi dimensioni, e consiste semplicemente nel ricostruire il motivo decorativo adottando colori più tenui e spenti di quelli originali (cioé appunto in sottotono), in modo da riconoscere a prima vista le parti ricostruite.
Lacune del paramento murario

Esempio di paramento murario con evidente degrado dei giunti di malta.Durante il restauro di un intonaco può infine succedere di intervenire anche sul paramento murario, per sostituire o integrare mattoni e giunti di malta ormai degradati.

Se la stuccatura di lesioni su elementi lapidei o in laterizio non presenta particolari problemi, é invece opportuno descrivere brevemente la tecnica della ristilatura dei giunti di malta. Infatti per risarcire correttamente i giunti di malta, per prima cosa occorre asportare completamente la malta degradata e successivamente pulire perfettamente i giunti da risarcire, per evitare che eventuali residui pulverulenti possano compromettere la presa della malta di integrazione, che ovviamente deve essere simile a quella originale.

E’ necessario proteggere gli elementi della muratura con del nastro adesivo per evitarne l’imbrattamento, mentre i giunti da integrare vanno bagnati abbondantemente per evitare che l’acqua contenuta nella malta di integrazione venga assorbita, compromettendone la presa. Se la muratura va lasciata a vista, dopo l’applicazione della malta il giunto può essere sagomato per conferire un aspetto apprezzabile alla cortina muraria, e soprattutto facilitare il deflusso dell’acqua piovana.

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