Guida al parquet

Pavimento molto amato per l’atmosfera confortevole capace di conferire agli ambienti domestici, il parquet va scelto con cura in fase di progettazione della casa.

 

La tipologia di parquet più adatta alla nostra casa è certamente quella che considera contemporaneamente le esigenze tecniche (di cantiere e di utilizzo quotidiano dopo la posa) e l’inserimento estetico nel contesto.

 

Per scegliere correttamente è allora importante conoscere da un lato alcune questioni tecniche di progettazione o di cantiere e dall’altro le caratteristiche delle svariate tipologie di parquet presenti sul mercato.
Questioni tecniche legate al parquet
Le dubbi tecnici più frequenti da chiarire riguardano la possibilità di posa del legno su un impianto di riscaldamento a pavimento e la possibilità di posa su un pavimento esistente.

Il parquet su impianto di riscaldamento a pavimento è certamente realizzabile.

È però importante mettere in atto alcuni accorgimenti, come la scelta di elementi di dimensione ridotta, di essenze con grande stabilità, ad esempio il Teak, e la posa mediante tecnica a incollaggio (che vedremo più avanti).

Si può anche posare il parquet su un pavimento esistente, purché quest’ultimo sia sufficientemente stabile, fissato al massetto sottostante ed omogeneo.
Le superfici più idonee per il fissaggio sono le piastrelle in ceramica o in pietra; più complicato invece con linoleum, pavimenti in PVC o moquette.

Quando si posa un parquet su un pavimento esistente bisogna prestare attenzione alle porte interne: è probabile che debbano essere modificate, poiché il nuovo parquet innalzerà la quota finale del pavimento. Si renderà allora necessario trovare il giusto compromesso tra lo spessore del nuovo parquet e la possibilità di modifica delle porte.

Sia in caso di nuova costruzione che di ristrutturazione il parquet andrà posato a lavori impiantistici terminati e con serramenti e porte esterne già installati.
Le condizioni migliori per la posa sono temperatura superiore a 15°C e umidità compresa fra 45% e 65%.
Legni per parquet

Le essenze utilizzate per il parquet sono moltissime. A livello tecnico sono indicate con il nome botanico in latino.Sotto il profilo commerciale, invece, si utilizzano termini molto più semplici, in grado di far emergere la specificità del materiale.

Essenze parquetTra le varie specie legnose, ve ne sono alcune più consigliate dal punto di vista dell’ecosostenibilità:
Abete, Acacia, Accoya, Acero Europeo, Betulla, Castagno, Ciliegio Europeo, Faggio, Frassino, Larice, Noce Europeo, Olivo, Olmo Europeo, Pino, Quercia, Rovere Slavonia e Rovere Francese.

Ogni specie ha un colore prevalente, che può essere chiaro, bruno, rosso o scuro. Ricordiamo però che in fase di finitura è possibile ottenere colorazioni del tutto differenti dall’originaria.

Ogni essenza possiede proprie caratteristiche di resistenza agli sforzi e alle condizioni di umidità, per cui la scelta deve orientarsi anche in base all’uso e all’ambiente in cui il parquet sarà posato.

Ad esempio, sono sconsigliabili per riscaldamenti a pavimento, bagni e cucine, essenze come acero, ciliegio e faggio; sono ritenuti legni molto resistenti il rovere, il noce, il larice e il castagno. Il rovere e il larice si prestano bene anche a trattamenti superficiali con effetti finali di vario genere.
Parquet in massello e multistrato

Parquet massello o multistratoUna prima grande distinzione fra le tipologie di parquet è quella fra parquet in massello e multistrato.

Il parquet in massello è realizzato interamente nello stesso legno, mentre il multistrato può essere costituito da due o tre strati, dove il legno massiccio è sempre presente nello strato superiore.

Per un parquet di qualità il legno nobile dovrebbe avere uno spessore di circa 4 mm, ma talvolta questo valore può essere inferiore, fino a 2,5 mm, a patto che le vernici impiegate e gli oli protettivi garantiscano un’ottima qualità e resistenza.

Tanto più spesso è il legno nobile e tanto più il parquet può essere sottoposto a levigatura e quindi rinnovato. Per contro il parquet il legno massello può risultare meno stabile rispetto al multistrato in occasione di variazioni di temperatura e umidità.
Parquet prefinito e prelevigato

Il parquet prefinito è già verniciato od oliato e subito pronto e finito per essere posato, quindi è di grande praticità.
A differenza del prefinito, il parquet prelevigato non ha lo strato di finitura, che invece deve essere eseguito successivamente alla posa. Ciò permette di personalizzare moltissimo l’effetto finale.
Finiture per parquet

Le innumerevoli possibilità di finitura, in concomitanza con le particolarità di ogni essenza, possono rendere un parquet davvero unico.

Oltre alle finiture protettive più tradizionali come la verniciatura, l’oliatura a la ceratura, oggi esiste il trattamento con nanotecnologie, che conferisce uno strato protettivo invisibile, tanto da far sembrare il parquet completamente al naturale.
In realtà l’idrorepellenza appare chiara non appena il parquet viene a contatto con spruzzi d’acqua che rimbalzano e scorrono in superficie.

Parquet decapé – Cadorin Group
Ci sono poi finiture che creano venature e rugosità davvero speciali. La decapatura genera sul legno venature bianche su un fondo di colore più scuro. Si presta benissimo ad essenze come il rovere. nella foto soprastante, il pavimento in legno Decapé country – collezione listoni Elite di Cadorin Group.

Parquet con fnitura piano sega – Mardegan Legno
La spazzolatura crea invece superfici più ruvide al tatto, mettendo in rilievo le venature del legno. Il piano sega è un trattamento meccanico che procura una rigatura solitamente perpendicolare alla fibra del legno. In foto, un pavimento in rovere segato Firenze style di Mardegan Legno.

Parquet affumicato – Cocoon
Il parquet termotrattato è cotto a temperature superiori a 190°C, che ne trasformano la materia creando sfumature più scure. Il parquet si può anche affumicare. Ne è un esempio lo Smokey oak herringbone XXL prodotto da Cocoon.
La classe d’aspetto del parquet

La classe d’aspetto è il parametro che definisce quanto le fibre di un parquet siano più ordinate o mosse. L’attuale classificazione di norma europea stabilisce tre classi di aspetto:

– il pallino, corrispondente a fibre ordinate;
– il triangolo, con fibre mosse;
– il quadrato, con fibre rustiche e nodi.

Non si tratta necessariamente di una classificazione qualitativa, piuttosto di apparenza, che ci può aiutare ad abbinare il parquet al contesto. Ad esempio, in un contesto rustico potrebbe essere più appropriato un parquet con fibre più mosse che ordinate.

Esiste poi una classe libera, che rappresenta una particolare selezione del produttore, con aspetti particolarmente artistici o in esemplare unico; questi, difficilmente riescono a rientrare nella classificazione sopra indicata.
Parquet incollato, chiodato o flottante

Parquet incollatoLa posa del parquet può avvenire in vari modi. Il parquet può ad esempio essere fissato al sottofondo mediante colla, oppure con chiodi o viti.

Quasi tutti i tipi di parquet possono essere posati a colla, mentre la chiodatura è generalmente utilizzata solo per maxi-listoni massicci di spessore 20-22 mm.

Esiste poi la tecnica flottante, detta anche galleggiante, che non prevede alcun fissaggio con colle o chiodi. Si appoggia sul sottofondo un foglio di materiale isolante allo scopo di uniformare il contatto tra piano di posa e parquet e per evitare la propagazione dei rumori.
Quindi, si provvede alla posa degli elementi del parquet che si combineranno tra loro semplicemente con incastro maschio-femmina.

Ci sono anche metodi di posa misti, come quello flottante-incollato, che unisce i pregi di entrambe le tecniche.

Non esiste una tipologia di posa migliore a prescindere, poiché tutto dipende dalle condizioni e dalle esigenze che intendiamo soddisfare. La tecnica flottante garantisce un isolamento acustico maggiore ai rumori di calpestio e è anche di veloce realizzazione, permettendo addirittura di smontare gli elementi del parquet e di riutilizzarli in un’altra casa (utile ad esempio per le case in affitto).

L’incollaggio è invece consigliabile in ambienti dove il pavimento rischia di bagnarsi, come il bagno, così da evitare che l’acqua si infiltri tra le fessure e coinvolga il pavimento sottostante formando muffe. È preferibile anche in caso di listelli con spessore inferiore a 14 mm per questioni di stabilità.
Prezzo del parquet

I costi al metro quadro del parquet sono molto variabili. Sul mercato si trovano prezzi inerenti la sola fornitura di parquet di buona qualità compresi tra 50 euro/mq e 160 euro/mq o più.

Non esiste un unico fattore in grado di far variare il prezzo, bensì vari:
– il tipo di essenza;
– la classe d’aspetto;
– la provenienza del legname;
– le dimensioni (in particolar modo lo spessore di legno nobile).
Manutenzione del parquet

Manutenzione parquetLa polvere va rimossa regolarmente dal parquet con panno antistatico o con aspirapolvere. Con meno frequenza va passato un panno inumidito con acqua e detergente per legno ben strizzato.

In caso di usura e danni si può procedere periodicamente a un rinnovo, da studiare in base alle caratteristiche del parquet originario.

Si potrebbe pensare ad esempio alla spazzolatura, al lavaggio profondo, all’oliatura o ceratura, talvolta anche alla sostituzione di elementi molto segnati.

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