Gli italiani e la casa: attuale andamento del mercato

Nonostante le quotazioni immobiliari in ribasso, per gli italiani accedere alla proprietà della casa resta un sogno più difficile rispetto ad altri cittadini europei.

 

 

L’amore degli italiani per il mattone è noto: infatti sin dagli anni del dopoguerra nel nostro Paese è costume radicato investire i propri risparmi per l’acquisto della casa.
Ma com’è la casa dei sogni di cui è alla ricerca l’italiano medio?

Gli italiani e la casaDalle più recenti indagini di mercato risulta che sono molto richieste le metrature ampie, di almeno 90 – 100 mq, ma il budget a disposizione non permette, in realtà, di accedere ad alloggi più grandi di mono o bilocali (almeno nelle grandi città), con evidente discrepanza tra richiesta e offerta.
Le somme disponibili da investire, infatti, si aggirano per una famiglia tra i 100.000 e i 200.000 euro.

Gli immobili più richiesti sono quelli di recente ristrutturazione. Quindi, nonostante le proroghe negli anni degli incentivi rivolti alla riqualificazione del patrimonio esistente, gli italiani preferiscono acquistare case già pronte per essere abitate piuttosto che necessitanti di interventi edilizi.
Sono molto attenti poi anche al tema attuale dell’efficienza energetica e consapevoli del maggior valore degli edifici classificati in classe energetica compresa tra A+ e C.

Un elemento molto apprezzato è infine la presenza di un impianto di riscaldamento autonomo, così come quella di doppi servizi.
Gli italiani e la casa: la situazione attuale

Gli italiani e la casaAttualmente il 68,7% degli italiani risultano proprietari di casa contro una media del 60% dei paesi eurozona.

Tuttavia questa percentuale scende notevolmente (al 4%) se consideriamo la popolazione di età inferiore a 30 anni. Per i giovani l’accesso alla proprietà immobiliare è ancora un sogno meno raggiungibile rispetto a quanto accadeva ai genitori alla loro età.

Negli ultimi anni accedere alla proprietà della casa è diventato per gli italiani un percorso sempre più difficile e tortuoso, molto di più di quanto avvenga per i cittadini di altri paesi europei.
È quanto emerge da un’indagine comparativa con i mercati immobiliari dei paesi dell’Unione Europea compiuta dal Centro Studi del portale immobiliare Casa.it.
La proprietà della casa: differenza con il resto dell’Europa

Nonostante dal 2010 le quotazioni immobiliari siano decisamente in ribasso, per gli italiani accedere alla proprietà della casa resta ancora un sogno più difficile rispetto ad altri cittadini europei.

Tuttavia l’indagine di Casa.it va oltre, e dimostra come, per fattori di carattere squisitamente economico, sia paradossalmente più semplice comprare una casa in metropoli costose come New York, Londra e Parigi, rispetto che nelle nostre città.

proprietà immobiliareIl principale motivo risiede nel basso potere d’acquisto degli italiani, i quali possono contare su stipendi decisamente più bassi di quelli degli altri cittadini europei.

Del resto il rapporto tra PIL pro capite e prezzo delle case pone gli italiani all’ultimo posto nella classifica relativa al potere d’acquisto immobiliare.
Infatti in Italia è necessario investire mediamente 10 anni del proprio stipendio per acquistare una casa, a differenza di quanto accade, ad esempio, in Germania dove ne occorrono 7.

Se diamo un’occhiata ai numeri, il rapporto con i nostri vicini appare davvero impietoso.
Con un PIL pro capite di circa 26.400 Euro, secondo i dati ISTAT, un italiano che voglia diventare proprietario di una casa di 80 mq, valutata intorno ai 176.000 Euro, dovrà, come detto, impegnare almeno 10 annualità del suo stipendio.
In Francia, dove i prezzi delle case sono un po’ più bassi, ne bastano 8.
In Gran Bretagna ne occorrono 9, ma i prezzi degli immobili al metro quadro sono decisamente più alti.
Guardando a Paesi del Mediterraneo con condizioni economiche simili alle nostre (quelli definiti dagli economicisti con l’acronimo PIGS), osserviamo che, per acquistare una casa, in Spagna è necessario sacrificare 7 annualità, in Grecia 6, in Portogallo appena 5.

Spostando l’obiettivo sulle città più importanti dei singoli Stati, il discorso non cambia.
Così, mentre per acquistare una proprietà a Roma o Milano è necessario immolare 10 annualità del proprio lavoro, a Berlino ne occorrono solo 6,5 e addirittura a New York, dove il prezzo medio degli appartamenti si aggira intorno a 21.000 euro a metro quadro, ne basta investire 6,2.

Per concludere, nonostante i segnali positivi dati dal mercato immobiliare negli ultimi mesi, per segnare davvero un’inversione di tendenza, sarà necessario che il PIL inizi a crescere in maniera significativa e che per gli italiani l’accesso alla proprietà non significhi più un così lungo sacrificio del proprio reddito.

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