Erica che colora l’autunno

Questo è il periodo migliore per mettere a dimora numerose piantine di erica in giardino, per rendere vivace anche l’inizio dell’autunno ma senza troppi sforzi.

Tornata in uso da qualche anno, l’Erica è una pianta perenne molto duratura, che permette di tappezzare gli angoli più vuoti e con clima complicato del nostro giardino o anche in vaso.

Appartenente alla famiglia delle Ericaceae, con circa 700 specie sempreverdi a portamento arbustivo, l’Erica permette di riempire di colore anche quando le altre piante sono ormai in fase autunnale e il giardino appare spoglio e triste, in attesa delle fioriture dell’inverno.

 

Proprio allora questa piccola pianta prende vita, con fiori chiari e scuri, fitto fogliame sempreverde, che diventa più chiaro allo spuntare delle giovani foglioline. I fiori dell’Erica sono caratterizzati da una corolla tubolare, tendenzialmente cilindrica e sono riuniti in spighe, con colori che vanno dal bianco al rosa, al porpora.

L’Erica CarneaLe foglie sono aghiformi e molto piccole e in alcuni periodi dell’anno assumono anch’esse bellissime colorazioni che spaziano dal giallo al rosso, fino al ruggine e all’arancio.

Abbiamo detto che l’erica cresce ovunque. Ma bisogna avere delle piccole accortezze. Innanzitutto l’erica non ama i terreni calcarei, perciò al terreno di base deve essere incorporato del terriccio nuovo, ricco di humus e materiale organico, che servirà anche per non far asciugare troppo il suolo, evitando nel contempo i ristagni d’acqua.

La messa a dimora dell’Erica può essere fatta in qualsiasi mese, anche quando la pianta è in fiore, purché venga innaffiata abbondantemente. L’autunno però è il periodo migliore, in quanto, l’attecchimento avviene con calma, regalando poi graziose e copiose successive fioriture.
Erica: le principali specie

L’Erica multiflora è una pianta spontanea a fusto legnoso e rami eretti, la cui presenza è molto diffusa in tutto il Mediterraneo; raggiunge fino a un metro e mezzo di altezza.

L’Erica arborea è una specie arbustiva che può raggiungere anche altezze considerevoli, fino a 5 mt. Le sue foglie sono aghiformi, verdi e riunite in verticilli di quattro elementi, presenta dei fiori bianchi con lievi nuance rosate e all’interno delle antere bruno-rossastre.
Hanno un profumo caratteristico, una forma solitamente pendula e sono e riuniti in infiorescenze a racemo all’apice dei rami.
La Erica gracilis non supera i 45 cm, ha una forma compatta costituita da numerosi fusti ricoperti di tante piccole foglioline aghiformi di un verde intenso e da fiorellini di colore rosato. Della stessa specie ne esistono tante varietà.
L’Erica cinerea è una pianta arbustiva, sempreverde, particolarmente rustica che non supera i 60 cm di altezza. I fiori sono campanulati di colore di colore violetto e iniziano a comparire verso la metà dell’estate.

L’Erica scoparia, meglio nota come scopa, è presente in Italia soprattutto lungo i litorali occidentali, in Toscana e in Liguria. È comunemente chiamata anche Scopa femmina, perché un tempo veniva utilizzata per fare le scope. È una pianta a crescita spontanea, tipica appunto della macchia mediterranea. I fiori sono riuniti in racemi terminali di colore rosa e compaiono in primavera. Questa pianta si adatta facilmente a varie tipologie di terreno, preferendo quelli acidi a base silicea.

Cesto con Erica
L’Erica carnea è anch’essa a crescita spontanea ma diffusa nelle Alpi e negli Appennini.
Non supera il metro di altezza e produce fiori rosa intenso riuniti in grappoli con corolla con i petali saldati assieme.
Pianta dell’Erica: concimazione e potatura

Per quanto riguarda la concimazione, l’Erica necessita di poco; predilige la cornunghia, un tempo usata per le sue proprietà minerali, ma anche l’estratto di alga, oggi molto diffuso, che va incorporato soprattutto al momento della messa a dimora.

L’erica preferisce una posizione soleggiata e non necessariamente riparata, resiste senza problemi anche a inverni rigidi. All’inizio della primavera, con i primi tepori, procedere con la concimazione e con una lieve potatura, eliminando i fiori e i rametti secchi, in modo da lasciare spazio ai nuovi getti.
Quando le piccole eriche sono messe a dimora da poco, bisogna controllare lo sviluppo delle erbacce, estirpandole man mano, in modo da non avere soffocamento.

Successivamente, soprattutto in estate, questo non sarà più necessario, in quanto con lo sviluppo vigoroso della pianta, si avrà velocemente un effetto tappezzante che impedirà alle erbacce di formarsi. In questo periodo, con l’arrivo dell’autunno inizia la fioritura, che può andare dal lilla al bianco al cremisi, con numerose sfumature che arrivano fino all’inverno, colorando anche il giardino più spoglio.
Riproduzione dell’Erica
L’Erica su può moltiplicare facilmente per talea: quando avete a disposizione una nuova pianta in vaso, interratela in un terreno misto a terriccio e humus, rigirate i rami più bassi, coprendoli con della terra per acidofile e curate regolarmente la vostra piantina.

Dopo circa 8 – 12 mesi, scalzando i rametti coperti con la terra, si vedranno delle piccole radici; a questo punto recidete i rami e invasate in piccoli contenitori con terra e materiale organico.
Composizioni con l’Erica

Erica VulgarisPer quanto riguarda gli abbinamenti, l’Erica sta molto bene se abbinata in aiuola a conifere sempreverdi, in grado di valorizzare un angolo del giardino, anche fuori stagione.

Molto belle anche le composizioni tappezzanti di erica multicolore, ottenute abbinando diverse specie, a fioriture complementari e variegate, come la similare Calluna Vulgaris, con foglioline gialle, rosse ed oro e un portamento più folto o l’Erica gracilis, con i suoi fiorellini fucsia.

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