Costruire muri con i casseri a perdere in EPS

Le murature con casseri a perdere in EPS sono una possibilità rispetto alle pareti in laterizio, giacché garantiscono isolamento termico e resistenza meccanica.

 

 

La costruzione di muri per una nuova abitazione o la ristrutturazione di un edificio comporta inevitabilmente lo scegliere il tipo di struttura da ergere e soprattutto la tipologia di elementi costituenti l’intero edificato.

La storia testimonia differenti stili di muro e diversi modi costruttivi:

– a sacco, nel caso in cui due strati paralleli di mattoni raccolgono all’interno una miscela di pietrame unito ad altri materiali, oppure, in fase più tarda, una gettata di calcestruzzo per una maggiore resistenza;

– mista, quando gli strati orizzontali sono messi in opera mediante l’utilizzo di pietrame differente in forma, in dimensione e tipologia, a ripresa dell’antico opus listatum romano.
Ad esempio, un tipo di sostegno è spesso creato dalla mescolanza di mattoni in laterizio e di blocchi squadrati in tufo.

– in laterizio, nel momento in cui gli elementi che costituiscono l’intera struttura sono mattoni forati giustapposti e uniti tra loro mediante malta;

– in calcestruzzo, quando si esegue una colata di cemento all’interno di una cassaforma in seguito rimossa;
Oggigiorno è possibile aggiungere a questi sistemi tradizionali, altri più contemporanei ed ecosostenibili, come appunto le strutture erette con casseri a perdere in EPS ospitanti all’interno getti di calcestruzzo.

I casseri a perdere sono dunque casseforme che non sono rimosse a seguito della gettata in calcestruzzo, ma permangono solidali con il materiale versato e costituiscono un pacchetto strutturale di elevata resistenza.

L’EPS è il polistirene espanso sinterizzato, ovvero un polistirolo espanso trattato in modo da diventare indivisibile e non più polverulento.

Schizzo di cassero a perdere in EPSI casseri a perdere in EPS sono dunque elementi strutturali formati da due strati in polistirene espanso sinterizzato, posti frontalmente tra loro, quindi parallelamente, dotati di staffe di plastica riciclata siglata PP e all’interno distanziatori in polipropilene, variabili in forma secondo le aziende produttrici.
I distanziatori hanno appunto la funzione di tenere uniti gli strati e far alloggiare i ferri dell’armatura orizzontale integrata a quella verticale per mezzo di giusti membri.

Il polipropilene è un polimero termoplastico dotato di elevato carico di rottura, bassa densità, valida resistenza termica e all’abrasione.

Ogni blocco in EPS è dotato di particolari incastri di precisione che consentono l’aggancio di uno sull’altro, oppure uno di fianco l’altro, senza l’utilizzo di malte e leganti vari, così da velocizzare le operazioni di posa in opera oltre che semplificare la procedura di realizzazione di un muro portante.

In tal modo, la struttura si compone a strati successivi in vista della gettata di calcestruzzo, in modo tale da ergere strutture dall’elevato isolamento termico per l’EPS e con una notevole resistenza meccanica dovuta dal calcestruzzo.
Tipologia di elementi

Gli elementi, secondo la funzione che devono svolgere e la posizione da occupare, variano in forma e dimensione, dunque possono essere di tipo lineare piuttosto che angolare, curvi per esigenze più creative, a T.

Gli elementi lineari hanno solitamente un’altezza di 40 cm e una lunghezza di 120, lo spessore complessivo può variare secondo le necessità strutturali, lo spessore dei due strati rivolti verso l’interno e l’esterno e in base allo strato di calcestruzzo, variabile tra i 15 e i 20 cm.

Solitamente, per migliorare le prestazioni d’isolamento termico, si adotta uno strato rivolto all’interno dell’abitazione di circa 6 cm in spessore, mentre, lo strato esterno di 9 – 12 0 18 cm, dunque di larghezza comunque maggiore del precedente.

Disegno di casseri a perdere in EPS
Gli elementi angolari sono predisposti a soddisfare necessità di angoli sia di 90° sia di qualsiasi ampiezza, naturalmente previo ordine su richiesta; inoltre, sono muniti di correzione del ponte termico che viene a generarsi per il cambio di direzione.
Gli strati possono variare in spessore secondo le richieste e necessità progettuali così come anche il setto da riempire col getto in CLS.

I membri curvi sono realizzati direttamente su commissione, in modo da rispettare le precise curvature presenti nel progetto e consentire la realizzazione di mura articolate, dall’impronta originale e creativa.

Per la formazione di pareti divisorie interne, atte a dividere le unità abitative, esistono gli elementi a T, variabili sempre in spessore anche tra un setto e l’altro, quindi con massima personalizzazione.

Inoltre, sono stati costruiti dei pezzi speciali dotati di sponde aggettanti per la creazione di travi perimetrali del solaio, al fine di non interrompere la struttura con l’inserimento di altri materiali, continuando a garantire l’isolamento esterno.

Ogni pezzo può essere richiesto su misura variando per giunta anche l’altezza e, pertanto, possimo a ragion veduta affermare che questa tipologia di struttura consente di soddisfare un po’ tutte le esigenze progettuali.
Sistema di posa in opera

La posa in opera è alquanto semplice e rapida giacché, come si è già anticipato, gli elementi vanno incastrati tra loro senza l’impiego di malte, ottenendo comunque una struttura resistente e portante.

Schizzo di cassero a perdere in polistireneLe fasi lavorative sono svolte perlopiù a mano e si comincia proprio a disporre i membri dall’angolo esterno, poi di lì si affiancano i blocchi creando il primo strato e quelli successivi, fino all’altezza desiderata.

Per assicurarsi che tutte le parti siano collocate in modo allineato e tale da formare setti perpendicolari, dunque a piombo, si puntella il sistema costruttivo.
Il getto di calcestruzzo è versato nella casseratura con mezzi e modi tradizionali.

In merito alla formazione di aperture per porte e finestre, l’argomento è risolto con facilità inserendo, in fase di montaggio, controtelai o falsi casseri di sostegno, sui quali a loro volta si fissano i serramenti.

Di facile manodopera è anche la predisposizione delle tracce dell’impianto elettrico e idrico, realizzato con attrezzi a lama calda che vanno a incidere i pannelli in EPS.

Terminato il pacchetto strutturale, si passa alle finiture interne che sono fissate alle staffe dei blocchi, e a quelle esterne che possono essere eseguite con l’introduzione di rivestimenti in pietra, in mattoni faccia a vista, in piastrelle applicate con collanti specifici o malte di cemento, con una rasatura a cappotto in base cementizia su rete in fibra di vetro, oppure intonaco su rete metallica.

Per concludere, si può asserire che le possibilità offerte da questo tipo di struttura e di elementi sono davvero tante, considerando soprattutto i vantaggi concernenti isolamento acustico e termico con rilevanti riduzioni di consumi energetici sia d’estate sia d’inverno, il rispetto delle normative antisismiche, la personalizzazione che può essere conferita al setto murario.

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