Ceramica effetto legno: caratteristiche e manutenzione

Perché il gres effetto legno?

Negli ultimi anni, la tecnologia del gres porcellanato ha fatto passi da gigante, aprendo nuove frontiere nel suo utilizzo per l’architettura di interni ed esterni.

Pavimento in quadrotti di gres con effetto legno, di Marazzi.

Infatti, se fino a non molti anni fa questo materiale era considerato poco pregiato e utilizzato soprattutto negli spazi ad alta frequentazione, come stazioni o supermercati, per la sua notevole resistenza all’usura, oggi trova larga applicazione anche in ambienti di grande prestigio come ville, ristoranti e hotel di lusso.

Questa evoluzione si deve soprattutto al suo rinnovato pregio estetico e soprattutto alla sua capacità di imitare alla perfezione la texture superficiale di qualsiasi materiale, come il legno o la pietra naturale.

 
Una delle sue principali applicazioni consiste dunque nel sostituire materiali pregiati e costosi, come alcune rare varietà di marmo o granito, o materiali più delicati e inadatti ad ambienti umidi o con sostanze aggressive: è questo il caso del gres effetto legno, largamente impiegato nella finitura di ingressi, cucine, soggiorni e bagni, cioè ambienti in cui un vero e proprio parquet potrebbe graffiarsi o macchiarsi facilmente.
Caratteristiche del gres effetto legno

Il parquet è oggi particolarmente apprezzato e di gran moda, per le sue qualità tattili e il pregio estetico: la varietà di piastrelle in gres a effetto legno è perciò molto ampia, in grado di accontentare anche il più esigente degli architetti.

Gress effetto legno decolorato, collezione Old Navy di Rondine
L’Azienda Marazzi, leader nel settore delle ceramiche, propone ad esempio una vasta serie di collezioni, ciascuna delle quali formate da piastrelle in varie forme e dimensioni, per suggerire le tipologie di pavimenti in legno più diffuse e apprezzate.

La collezione Traverkmood si ispira ai pavimenti in listoni di legno di recupero, di aspetto un po’ rustico, tipici delle abitazioni delle zone di frontiera o dello stile coloniale.
Gli elementi hanno dimensioni standardizzate di cm 15×90 e dunque simili alle normali tavole di legno grezzo; sono disponibili in cinque colorazioni: tiglio, faggio, rovere, noce e mogano. Anche Traverkmade è di gusto decisamente vintage, ma questa volta l’ispirazione viene addirittura dalle vecchie botti per conservare i liquori: la superficie è perciò volutamente irregolare, mentre un formato più piccolo (cm 7×28, tipico degli antichi parquet), consente la tradizionale posa a spina di pesce, con un effetto finale molto simile a quello di un parquet tradizionale.

E proprio agli antichi parquet si ispira anche la collezione Arteak in gres porcellanato smaltato dell’azienda Ragno. Disponibile nel piccolo formato di 12,5 x 50 cm, la linea comprende ben sette essenze, riproposte fin nei minimi particolari per un effetto decisamente realistico: castagno, ciliegio, ebano, faggio, frassino, pino e ovviamente rovere.

Collezione Arteak di Ragno.
Per gli esterni, la Cooperativa Ceramica D’Imola dispone invece di alcune soluzioni ispirate ai parquet decking, cioè alle pavimentazioni da esterni, solitamente galleggianti, in quadrotti o listoni di legno tropicale come l’Ipe o il Teack. La collezione Wood, disponibile nei toni neutri del beige, del grigio, del verde oliva e di numerose sfumature di marrone richiama infatti il colore del legno esposto lungamente alle intemperie, come si vede ad esempio su vecchie barche e pontili.
La posa può avvenire normalmente, cioè posando i listelli uniti tra loro a formare una superficie continua, oppure distanziandoli leggermente, così che tra le fughe possa crescere l’erba, con un effetto estetico decisamente particolare, ispirato all’antico vialetto in un giardino all’inglese.

Collezione Old Navy di Rondine, dettaglio. Ceramica Rondine ha infine ideato la rivoluzionaria linea Old Navy, formata da listoni o quadrotti in gress dall’inedito effetto vissuto, che si sovrappone alla consueta venatura del legno, suggerendo l’idea di un vecchio pavimento che ha ormai conosciuto tempi migliori, e si è imbattutto in lunghe l’esposizioni solari, salsedine e intemperie.

Questo stile risulta particolarmente adatto agli interni metropolitani fortemente caratterizzati, come i loft con antichi pilastri in ghisa corrosa, i seminterrati di palazzi anni ’30 con muri di mattoni semplicemente imbiancati o una vecchia officina riconvertita.

Anche in questo caso, la qualità delle piastrelle è eccellente: le venature del legno e gli effetti delle intemperie sono infatti proposti secondo un pattern rigorosamente casuale.
Gli stessi colori, beige, bianco o con sverniciature azzurre, appaiono inusuali per questo prodotto e si sposano perfettamente con un arredamento minimalista, shabby-chic o coloniale.
Riconoscere un pavimento in gres effetto legno
Anche se la texture superficiale è praticamente perfetta, tale cioè da ingannare un osservatore distratto, un pavimento in elementi di gres a effetto legno è facilmente riconoscibile a un esame più approfondito.

Infatti, se la posa avviene con le normali fughe di 2 – 3 mm, inesistenti in un pavimento di vero parquet, questa allusione mimetica diventa immediatamente riconoscibile.

Anche il riflesso della luce, naturale o artificiale, riflettendosi sulla superficie più lucida della ceramica rivela questo sottile artificio, a volte tradito dall’eccessiva regolarità delle venature del legno, decisamente troppo seriali per un materiale vivo ed organico. Basta infine toccare la superficie per sentire la tipica sensazione liscia, fredda e regolare del gres porcellanato.
Vantaggi del gres effetto legno

Dettaglio di un pavimento in gres effetto legno di Marazzi.Ma tutto questo non deve scoraggiare dallo scegliere questo bel materiale, che presenta numerosi vantaggi, tra cui ad esempio:
– la tipica resistenza all’usura del gres porcellanato;
– la sua grande versatilità, che lo rende adatto per gli interni e gli esterni;
– la possibilità di ottenere soluzioni progettuali decisamente particolari, tali cioè da spiazzare volutamente un osservatore un po’ smaliziato, esaltando volutamente il contrasto tra le tipiche fughe di un pavimento in ceramica e le venature del legno;
– il costo decisamente abbordabile;
– la facilità di manutenzione.

Tuttavia, per ottenere un effetto estetico particolarmente apprezzabile, è necessario affidarsi a un posatore esperto, e adottare alcune accortezze:
– se si desidera imitare fedelmente un vero pavimento in parquet, occorre posare i vari elementi senza fughe visibili, alternando i vari modelli di venature disponibili in modo assolutamente casuale;
– si può accorciare visivamente un corridoio stretto e lungo disponendo i listoni rettangolari perpendicolarmente al lato lungo dell’ambiente;
– risulta fondamentale scegliere unicamente materiale di prima scelta, per evitare che la caduta di un oggetto pesante (ad esempio una pentola) possa scheggiare irrimediabilmente la superficie delle piastrelle, rovinando l’estetica del pavimento.
Manutenzione di un pavimento in gres porcellanato

Come già accennato nel paragrafo precedente, uno dei maggiori vantaggi del gres porcellanato risiede nella sua facilità di manutenzione, in particolare per quel che riguarda la pulizia quotidiana.

Collezione Wood della Cooperativa Ceramica d’Imola.
Infatti, dopo avere ben spazzato la superficie o passato l’aspirapolvere, è sufficiente una veloce passata con uno straccio o un mocio imbevuto di acqua e detergente per ceramica, o semplicemente acqua e alcol, per restituire al pavimento la sua bellezza originaria.
L’uso di cere o detergenti oleosi può invece attribuirgli un effetto troppo lucido e bagnato, esteticamente sgradevole.

Inoltre, anche se il gres ha una notevole resistenza all’usura, è preferibile non utilizzare pagliette o spazzole metalliche per rimuovere le macchie particolarmente ostinate e dotare tavoli e sedie, specialmente se con gambe metalliche, di appositi feltrini per evitare nel lungo periodo la formazione di graffi per lo sfregamento ripetuto.

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